Cos’è il CBAM e perché l’UE lo ha introdotto

Il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) è lo strumento dell’Unione Europea progettato per contrastare il carbon leakage, ovvero lo spostamento delle produzioni ad alta intensità di carbonio verso Paesi con normative ambientali meno rigorose.
Con il CBAM, gli importatori di specifici beni ad alta intensità emissiva devono sostenere un costo proporzionale al contenuto di carbonio incorporato nei prodotti importati, allineato al prezzo della CO₂ previsto dall’EU ETS (Emission Trading System).

Il meccanismo garantisce una concorrenza equa tra prodotti europei e importati, tutela gli obiettivi climatici del Green Deal e incentiva la decarbonizzazione globale.

Regolamento UE 2025/2083: le novità per il CBAM

Il quadro normativo è stato aggiornato con il Regolamento UE 2025/2083 (17 ottobre 2025), che ha semplificato l’operatività del CBAM introducendo:

  • una soglia di esenzione per chi importa meno di 50 tonnellate annue di beni CBAM;
  • un sistema di monitoraggio rafforzato per prevenire frodi;
  • il rinvio al 1° gennaio 2027 dell’obbligo di acquisto dei certificati CBAM;
  • un ruolo più centrale per il dichiarante CBAM autorizzato, responsabile delle dichiarazioni annuali dal 2026 e della gestione certificati dal 2027.

CBAM: tempistiche, regime transitorio e regime definitivo

Fase transitoria (1° ottobre 2023 – 31 dicembre 2025)

Durante la fase transitoria gli importatori devono presentare report trimestrali con:

  • quantità importate;
  • Paese d’origine;
  • emissioni incorporate (dirette e, dove previsto, indirette);
  • eventuale costo del carbonio già sostenuto nel Paese produttore.

L’ultimo report transitorio, relativo al Q4 2025, va presentato entro il 31 gennaio 2026.

Regime definitivo (dal 1° gennaio 2026)

Con l’avvio del regime definitivo entrano in vigore gli obblighi sostanziali del CBAM:

  1. Autorizzazione all’importazione
    Solo i soggetti riconosciuti come dichiarante CBAM autorizzato possono importare beni CBAM.
    Presentando domanda entro il 31 marzo 2026, si può continuare ad importare in attesa della decisione.
  2. Dichiarazione annuale CBAM
    Ogni anno si devono dichiarare le emissioni incorporate nelle importazioni dell’anno precedente.
    Scadenza: 30 settembre (prima dichiarazione: 30 settembre 2027, riferita al 2026).
  3. Certificati CBAM
    Dal 2027 sarà necessario acquistare e restituire certificati proporzionali alle tonnellate di CO₂ incorporate nei beni importati.
    Il prezzo dei certificati è allineato al valore della CO₂ dell’EU ETS.
    Eventuali carbon tax pagate nel Paese d’origine riducono il numero di certificati dovuti.
    Gli Stati membri avvieranno la vendita dei certificati da febbraio 2027.
  4. Requisiti infrannuali
    • Detenzione minima: 50 percento dei certificati relativi alle emissioni maturate.
    • Possibilità di riacquisto fino al 100 percento dei certificati eccedenti (richiesta entro il 31 ottobre).
    • Metodologie semplificate per le stime provvisorie delle emissioni.

Scadenze chiave del CBAM

  • 31 gennaio 2026 → ultimo report transitorio
  • 1° gennaio 2026 → regime definitivo
  • 31 marzo 2026 → richiesta autorizzazione importatori
  • Febbraio 2027 → vendita certificati CBAM
  • 30 settembre 2027 → prima dichiarazione annuale e restituzione certificati

Beni coperti dal CBAM e categorie coinvolte

Il CBAM si applica inizialmente a sei categorie di beni ad alta intensità di emissioni, identificate dai codici NC inseriti nell’Allegato I del regolamento:

  • acciaio e ferro;
  • alluminio;
  • cemento e clinker;
  • fertilizzanti;
  • energia elettrica;
  • idrogeno.

Questi comparti rappresentano oltre il 50 percento delle emissioni nei settori ad alta intensità carbonica.
In futuro l’ambito potrà estendersi a prodotti a valle, chimici organici, polimeri o a settori con emissioni indirette significative, in coordinamento con il progressivo phase-out delle quote gratuite dell’ETS previsto entro il 2034.

Esenzioni, soglie e Paesi esclusi dal CBAM

Soglia annua di 50 tonnellate
Se l’importatore introduce meno di 50 tonnellate annue complessive di beni CBAM (cemento, fertilizzanti, ferro-acciaio, alluminio), non si applicano gli obblighi CBAM.
Idrogeno ed energia elettrica restano sempre soggetti.
Superata la soglia, l’intero anno rientra nel perimetro CBAM.

Piccole spedizioni
La soglia dei 150 euro a spedizione, valida nel transitorio, non sarà più applicata dal 2026.
L’unico criterio valido sarà la soglia in tonnellate annue.

Paesi esenti
Nessun obbligo CBAM per importazioni da Paesi che partecipano all’EU ETS o che dispongono di un sistema completamente collegato, come:
Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Svizzera, oltre ad alcuni territori specifici.

Come prepararsi alla compliance CBAM

Mappare i flussi di importazione
Analizzare codici NC, volumi e Paesi d’origine. Valutare il rischio di superamento della soglia delle 50 tonnellate.

Raccogliere i dati sulle emissioni incorporate
Attivare la raccolta dati strutturata dai fornitori extra-UE e definire metodologie di calcolo conformi e verificabili dalle autorità.

Adeguare sistemi e procedure interne
Integrare nei gestionali aziendali campi e workflow dedicati al CBAM: emissioni, volumi, origine, eventuale prezzo del carbonio, controlli interni e audit sui dati.

Ottenere l’autorizzazione CBAM
Registrarsi e presentare domanda entro il 31 marzo 2026. Coinvolgere tempestivamente i rappresentanti doganali indiretti, anch’essi sottoposti a requisiti specifici.

Sintesi strategica: impatti del CBAM sulla supply chain e come possiamo supportarti

Il CBAM introduce una nuova logica nelle importazioni verso l’UE, ponendo il contenuto di carbonio al centro delle politiche commerciali e di supply chain.
Per le aziende non si tratta soltanto di un nuovo obbligo regolatorio: il CBAM è un’opportunità per aumentare trasparenza, ridurre rischi e migliorare competitività in un mercato che premia la decarbonizzazione.

Offriamo assistenza completa per l’implementazione del CBAM:

  • gap analysis e mappatura delle merci;
  • definizione dei processi CBAM (raccolta dati, calcolo emissioni, controlli);
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